• Vincenzo Di Paola

I macro-ruoli del Game Development

Il Game Development è una realtà molto particolare.


In termini di mercato, è in continua espansione e si prevede possa arrivare a sostituire totalmente la cinematografia diventando il veicolo principale di “esperienze”. Infatti già ora vi è una forte convergenza tra i due media.


In termini di mera concezione sociale invece, in alcuni paesi (come il nostro) stenta ad emergere, infatti non è comune considerarlo un lavoro professionale effettivo, catalogandola più come hobby o “sogno da bambino”. Risulta infatti molto difficile riuscire inserirsi professionalmente in questo settore, soprattutto perché c’è una quasi totale incapacità (indotta) di scindere i ruoli professionali coinvolti.


È per questo che ho deciso di parlarvi dei 3 macro-ruoli professionali in cui è possibile specializzarsi. Tali ruoli sono da considerarsi molto generali ed è molto frequente parlare a questi livelli di astrazione in realtà indie piuttosto che grandi case di produzione, dove ognuno dei 3 macro-ruoli si scinde in centinaia di altri sotto-ruoli.


Bando alle ciance, vediamo di cosa sto parlando:



Ruolo 1: Game Designer


Il game designer è la mente progettuale e creativa dietro lo sviluppo di un gioco. È un creatore di esperienze attraverso il mezzo del videogioco.


È sua la responsabilità di trasformare un’idea interessante in un’esperienza videoludica memorabile.


Si occupa infatti di definire le meccaniche di gioco, il mondo in cui è inserito, le sue regole e la narrativa. Collabora con il game artist per la definizione dell’aspetto estetico e con il game programmer per la capire quanto l’idea di partenza sia implementabile con le tecnologie a disposizione.



Come game designer è necessario avere una forte mente analitica (per gestire al meglio tutte le task da portare a termine durante lo sviluppo) e al contempo flessibile (molto spesso uno stesso gioco può cambiare radicalmente, e sarà compito del game designer riuscire ad elevarlo e rielaborarlo al meglio).


Inoltre, dovrà definire il giocatore e il pubblico a cui è indirizzato il gioco, cercando di tener conto anche come il gioco stesso possa esser giocato (per questo torna comodo avere basi di psicologia e antropologia).


Dovrà tra l’altro provare piacere nella scoperta, perché per ogni nuovo gioco su cui metterà mano, dovrà informarsi il più possibile circa tutte le tematiche e materie coinvolte nello sviluppo dello stesso (esempio, se venisse commissionato un videogioco sulla Seconda Guerra Mondiale, dovrà studiare tutto il possibile affinché possa garantire la migliore esperienza possibile).


Per finire, il game designer deve essere creativo, gli deve piacere creare. Questa skill è stata lasciata appositamente come ultima in quanto costituisce il muro più comune per chi intende intraprendere questo percorso. Molti pensano di non avere creatività, ma è in realtà un falso mito, in quanto è possibile stimolare la creatività che è innata in tutti noi. Quindi, se tutto quello detto prima di questo paragrafo non ti spaventa, non sarà e non dovrà esser la creatività un tuo limite per diventare game designer!



Ruolo 2: Game Artist


Per farla davvero semplice, se un videogioco fosse un pianeta (di qualsiasi tipo o forma), il lavoro del game artist sarebbe quello di creare la crosta, ovvero tutto ciò che si vede e con cui si interagisce all’interno dello stesso..


Infatti, il game artist è responsabile della produzione di grafiche, textures e animazioni (raggruppati sotto il nome di “Asset grafici”), della loro combinazione, dell’illuminazione nel gioco, modellazione 3D (per progetti tridimensionali), la definizione di effetti particellari, e definizione della UI/UX (generalmente assieme al game designer).


Inoltre, potrebbe essere richiesta la produzione di asset sonori (anche molto basilari).



Si occuperà anche della creazione di tutto il materiale pubblicitario, siti web, poster, ecc.

Le skill richieste da un game artist possono essere varie, tra le varie troviamo una grande capacità di disegnare, rappresentare efficacemente concetti di design visivamente e una maniacale cura ai dettagli, accompagnando il tutto da una forte componente creativa.


Dovrà adattarsi a diversi mondi creativi ma senza necessariamente perdere il proprio stile che spesso rappresenta la sua stessa firma.


Ciononostante, è molto comune partire da un tipo di art definita “Pixel Art” (uno stile grafico in cui ogni asset è definito colorando ogni singolo pixel che lo compone) fino ad arrivare ad un art di tipo vettoriale.


Tutto il lavoro di un game artist parte da uno sketch, ma il passo successivo è quello di digitalizzare le sue creazioni, e vi sono centinaia di software in grado di sopperire alle varie esigenze (ZBrush, Maya, Adobe Photoshop, ecc.).



Ruolo 3: Game Programmer


Fino ad ora, tutto molto chiaro, semplice e divertente. Ma stiamo parlando della creazione di un videogioco che in quanto tale, necessita di “vivere” nella tecnologia e in generale nel mondo digitale.


Ecco quindi che emerge una figura fondamentale e versatile nell’ambito dello sviluppo di un videogioco, il game programmer.


Esso si occuperà principalmente di implementare tutto quello definito nel game design dalla carta al digitale, attraverso specifici software.


Dovrà infatti conoscere, apprendere e padroneggiare diversi linguaggi di programmazione (tra i più comuni: C#, c++, JavaScript) e Game Engine (come Unity, Unreal Engine, ecc.).



Dovrà essere in grado di definire cosa è possibile implementare e cosa no insieme al game designer, e talvolta anche insieme al game artist qualora vi fossero assets che non si riesce a gestire.


Tra le skill richieste da un game programmer, oltre alla base definita sopra (linguaggi di programmazione, game engine) vi è una buona conoscenza (o propensione allo studio) della matematica (che può spaziare dall’algebra lineare alla matematica tridimensionale) e della fisica (basi di cinetica, dinamica, statica).


Inoltre, sarà la figura che si occuperà di scoprire e implementare nuove tecnologie a disposizione di un eventuale progetto.


Dovrà essere molto versatile, in quanto ci saranno task che spaziano dal front end (implementazione della UI) al back end (gestire il sistema di salvataggio dati, multiplayer, ecc.). Dovrà inoltre occuparsi di effettuare continui test per evitare la comparsa di noiosi bug in ogni fase dell’esperienza che pian piano è creata.



E tu per quale ruolo pensi di essere più adatto? Faccelo sapere nei commenti!


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